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Nuntio Vobis
gen
05
2020
Riflessioni
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Scritto da Redazione
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domenica 05 gennaio 2020 |
"La Chiesa ha il compito di riconoscere e far emergere in modo più chiaro il desiderio di Dio
che ognuno porta in sé.
Questo è il servizio della Chiesa, con la luce che essa riflette:
far emergere il desiderio di Dio che ognuno porta in sé.
Come i Magi tante persone, anche ai nostri giorni, vivono con il "cuore inquieto"
che continua a domandare senza trovare risposte certe
- è l'inquietudine dello Spirito Santo che si muove nei cuori.
Sono anche loro alla ricerca della stella che indica la strada verso Betlemme."
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dic
23
2019
Riflessioni
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Scritto da Redazione
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lunedì 23 dicembre 2019 |
Cristo nasce perchè io nasca
Ora è il tempo del mio natale: Cristo nasce
perché io nasca.
La nascita di Gesù vuole la mia nascita: che io nasca diverso
e nuovo, che nasca dallo Spirito di Dio,
che nasca così piccolo e così libero
da essere incapace di aggredire, di odiare, di minacciare.
Così umile e ingenuo
da ragionare con il cuore
Auguri di Buon Natale
don Marino, don Alessandro
e dalla redazione sannicolatoritto.it e della Pagina Facebook Parrocchia San Nicola Toritto
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dic
23
2019
Riflessioni
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Scritto da Redazione
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lunedì 23 dicembre 2019 |
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dic
22
2019
Riflessioni
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Scritto da Angela Fariello
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domenica 22 dicembre 2019 |
LA PAROLA É ASCOLTATA
Mt 1, 18-24
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa "Dio con noi". Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
...È MEDITATA
Nel racconto di Matteo campeggia la figura di Giuseppe come autentico "giusto", cioè vero servo di Dio, umile, obbediente e disponibile agli oscuri ma sempre benevoli disegni di Dio. Egli è l'uomo giusto anche perché crede alle promesse di Dio nel momento in cui queste risultano strane e improbabili e, comunque, scomode. La vicenda di Giuseppe è esemplare per noi, perché Giuseppe è un vero figlio di Abramo, padre dei credenti. Il falegname di Nazareth è grande perché davvero grande è la sua fede. Per questo uomo umile, disponibile e fedele. Credere è lasciar fare a Dio. Credere è "consegnarsi a Dio totalmente e liberamente" (Dei Verbum, 5), senza condizioni e senza riserve, senza ritardi e senza rimpianti, senza ricatti e senza sospetti. Un secondo messaggio dello sposo di Maria riguarda la concezione della vita come mistero, come vocazione: la vita è una "missione speciale".
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dic
15
2019
Riflessioni
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Scritto da Angela Fariello
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domenica 15 dicembre 2019 |
LA PAROLA È ASCOLTATA
Mt 11, 2-11
In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato
il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesùsi mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati
a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: "Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via". In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».
... È MEDITATA
Anche il vangelo di questa terza domenica di Avvento insiste sul ministero di Giovanni che per mezzo dei suoi discepoli manda a dire a Gesù: "Sei tu colui che deve venire oppure dobbiamo aspettarne un altro?".
Ritradotta questa domanda potrebbe risuonare così per noi: "Sei tu Gesù di Nazareth, il salvatore di cui possiamo sperare?".
Una domanda due volte sconcertante.Lo è prima di tutto per il personaggio che se la pone: non era stato proprio Giovanni a riconoscere in quell'umile pellegrino venuto a Nazareth a farsi battezzare al Giordano il vero agnello di Dio, il figlio di Dio in persona? Ma la domanda suona stonata anche perché, oltre che fuori luogo, appare fuori tempo: non è l'Avvento il tempo liturgico in cui la Chiesa vive l'attesa di Gesù come colui che doveva venire e di fatto è venuto, nella storia e che viene sempre nel sacramento?
Per non rimanere anche noi sconvolti da questa domanda e perché ognuno di noi possa meritare la beatitudine dichiarata da Gesù nel Vangelo dicendo "beato colui che non si scandalizza di me", dobbiamo fare riferimento al contesto storico da cui questa domanda proviene. Giovanni si trova nel carcere di Macheronte, arrestato da Erode, per avergli detto: "Non ti è lecito sposare la moglie di tuo fratello".
Il Battista aveva preannunciato un Messia di fuoco che avrebbe bruciato la gramigna dei peccatori. Ma dalle voci chegli provenivano in carcere, il Messia Gesù non corrispondevaa quello che il Battista presentava, il Nazareno si accredita come l'inviato dal Padre, ma non per giudicare il mondo bensì per salvarlo. Dice di essere venuto non per i sani, ma per i peccatori. Così non solo si spiega la domanda di Giovanni, ma si capisce perché la Chiesa ci proponga quella sua domanda nel tempo liturgico dell'Avvento. Agli inviati di Giovanni Battista, Gesù non risponde direttamente, ma rinvia
alle opere che Egli compie: "I ciechi recuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi Riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona notizia" (Mt 11,5).
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